Conoscenza e consapevolezza: formare i Cittadini d’Europa

Gen 7, 2019

di Marco Muro Pes

L’Europa è un piccolo grande concen­trato di diver­sità, ambien­tali, geomor­fo­lo­gi­che, sociali, stori­che, cultu­rali, arti­sti­che, che in passato ha prodotto grandi conflitti (e purtroppo qual­cuno prose­gue anche oggi), ma ha anche stimo­lato incre­di­bili espres­sioni di crea­ti­vità e di crescita (anche scien­ti­fica e tecno­lo­gica).

In nessun’altra parte del mondo troviamo tante diver­sità in un così ristretto terri­to­rio. Il lungo e acci­den­tato percorso più che mille­na­rio, e non certo concluso, di questa nostra piccola e preziosa Europa, carat­te­riz­zato da contra­sti, dialo­ghi, idee, intui­zioni e scambi, costi­tui­sce un “unicum” che deve essere cono­sciuto non solo dagli addetti ai lavori, o dagli appas­sio­nati, ma da tutti i Citta­dini d’Europa, a comin­ciare da noi Italiani.

Solo cono­scendo i diversi terri­tori che ci ospi­tano, le molte storie che abbiamo avuto, le realtà in cui viviamo, le isti­tu­zioni nazio­nali ed euro­pee che ci gover­nano, possiamo imma­gi­nare e lavo­rare per un futuro migliore del nostro passato. Ho utiliz­zato appo­si­ta­mente i termini al plurale: terri­tori, storie, realtà… perché L’Europa è una, costi­tuita da molti. Questa è la sua forza.

La cono­scenza e la coscienza critica sono gli unici anti­doti seri e dura­turi che possiamo avere contro le facili promesse di chi propone solu­zioni tanto sempli­ci­sti­che, quanto irrea­liz­za­bili (quando non peri­co­lose e dannose nel presente o, peggio, nel futuro).

Solo la “consa­pe­vo­lezza” del nostro essere Euro­pei ci permet­terà di smon­tare falsi miti e di smasche­rare i vari “piffe­rai magici” che compa­iono qua e là, caval­cando oppor­tu­ni­sti­ca­mente disagi sociali (reali o presunti) e inef­fi­cienze orga­niz­za­tive e poli­ti­che (che pure ci sono, e non sono di poco conto), e ci consen­tirà di preser­vare e difen­dere ciò che di buono è stato fati­co­sa­mente otte­nuto e miglio­rare ciò che deve essere ancora miglio­rato.

Natu­ral­mente questi sono concetti che non scopro io adesso, ma spero che una Italia Euro­pea vorrà condi­vi­dere; uscire dall’ignoranza per non essere sotto­messi è un’aspirazione che ha attra­ver­sato i secoli e le civiltà e mai come in questa fase storica se ne sente la vitale neces­sità.

Penso che sia perciò auspi­ca­bile e neces­sa­rio puntare in modo deciso sulla forma­zione del Citta­dino d’Europa, iniziando, magari con l’Italia come apri­pi­sta, già dalla scuola prima­ria con programmi adeguati; avviando scambi scola­stici con una sorta di Erasmus+ per un intero anno scola­stico ampliato per tutti gli studenti del 3° o 4° anno di supe­riori (cono­scere l’altro per non temere l’altro); adeguando i programmi scola­stici inse­rendo la storia euro­pea modu­lata in modo da arri­vare compiu­ta­mente (e non di corsa) almeno a tempi distanti da noi non più di 20 anni: non è possi­bile pensare, o sperare, di miglio­rare l’Italia e l’Europa studiando, magari per due o tre volte, solo Sumeri, Egizi, Greci, Romani, ecc., senza però arri­vare mai a cono­scere la storia e i rapporti tra le Nazioni tra l’Ottocento e gli inizi di questo secondo millen­nio e che hanno prodotto l’attuale realtà. Penso che sia fonda­men­tale inse­rire nelle scuole medie e alle supe­riori anche lo studio delle Isti­tu­zioni locali, nazio­nali ed euro­pee (come si eleg­gono, come funzio­nano, a cosa servono, ecc.): come si fa a votare con cogni­zione per un’istituzione di cui non si cono­scono le compe­tenze? E’ certa­mente utile per gli scambi cultu­rali anche il poten­zia­mento e una maggiore pubbli­ciz­za­zione del Servi­zio Volon­ta­rio Euro­peo in modo da rendere i nostri giovani atti­va­mente parte­cipi della conser­va­zione e tutela della nostra Europa. 

Insomma la crescita dell’Italia e il raffor­za­mento dell’identità euro­pea passano anche per la cono­scenza di chi siamo e di come funzio­niamo; solo così possiamo capire dove e come miglio­rare.

Sono convinto quindi che in questo processo +Europa possa essere un soggetto attivo per arri­vare ad avere un’Europa (e con essa un’Italia) che, da un lato tuteli sempre di più le sue conqui­ste nel campo dei diritti umani e della soste­ni­bi­lità ambien­tale e inter­ge­ne­ra­zio­nale, dall’altro diventi più forte e posi­ti­va­mente deter­mi­nante sugli scenari globali: cultu­rali, sociali ed econo­mici.

Per fare questo occor­rerà impe­gnarsi per formare Citta­dini d’Europa, orgo­gliosi di essere tali, consa­pe­voli e infor­mati, e lavo­rare per una Italia Euro­pea prota­go­ni­sta attiva e posi­tiva.

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Redazione
Siamo un gruppo di attivisti di +Europa, che intende partecipare al primo congresso del nuovo partito in programma il prossimo gennaio 2019, con tre obiettivi concreti: Superare le divisioni, aprire +E a nuove idee, fare un'Italia riformatrice, liberale e progressista

Il nostro documento programmatico

Cosa ci proponiamo di fare

  • 1

    Aprire +Europa a nuove idee

    Per un nuovo centro politico della società aperta e dell’Italia europea.

  • 2

    Superare le tre associazioni

    Per uno strumento di nuova o rinnovata partecipazione politica per tanti cittadini

  • 3

    Riformatrice, liberale e progressista

    Collaborando con altre forze politiche europee

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