Quando parliamo di Europa e di “più Europa”, noi parliamo di Italia.

Gen 11, 2019

DOCUMENTO PROGRAMMATICO
CONGRESSUALE DELLA LISTA
PER UNA ITALIA EUROPEA

Premessa


Siamo euro­pei­sti e fede­ra­li­sti euro­pei perché siamo profon­da­mente inna­mo­rati dell’Italia, della demo­cra­zia libe­rale, della società aperta, dell’Occidente e dell’Europa unita come para­digma delle libertà e dei diritti conqui­stati nel nostro Paese.

Oggi il sogno euro­peo è sotto attacco cultu­rale, poli­tico ed econo­mico: questo non giusti­fica il suo abban­dono, ma impone la sua difesa e il suo miglio­ra­mento.

Un’Europa unita, libera, forte e soli­dale è il presup­po­sto impre­scin­di­bile affin­ché questi valori e questi diritti siano preser­vati e realiz­zati appieno anche nella nostra Italia.

Dobbiamo affron­tare il momento più diffi­cile per la demo­cra­zia libe­rale dalla fine della seconda guerra mondiale. Potremo farlo solo trasfor­mando la nostra passione civile in azione poli­tica. È questo il dovere di chiun­que vuole tute­lare il sogno euro­peo

Azione


E questo dovere passa dalla costru­zione di Più Europa; un dovere tanto più forte per le gene­ra­zioni della grande crisi econo­mica dell’ultimo decen­nio, che hanno vissuto da adole­scenti o da giovani adulti una reces­sione econo­mica e sociale para­go­na­bile solo a quella scop­piata nel 1929.

Noi crediamo che, a partire dal Congresso di Milano, Più Europa debba porsi essen­zial­mente quat­tro obiet­tivi:

  • defi­nire e raffor­zare la sua strut­tura di partito, per essere un soggetto stabile e prota­go­ni­sta attivo della vita poli­tica italiana; un partito che si candidi a gover­nare e non a espri­mere una mera testi­mo­nianza; che accetti la sfida a tutti i livelli, da quello euro­peo, fino a quello locale;
  • mettere in campo nei pros­simi mesi idee, propo­ste e inizia­tive di libertà e progresso, capaci di conci­liare crescita e sviluppo soste­ni­bile, diritti e merito, inno­va­zione e prote­zione, produt­ti­vità e ambiente, mettendo sempre al centro il capi­tale umano, che deve essere il fulcro delle poli­ti­che italiane ed euro­pee;
  • collo­carsi sulla scena poli­tica euro­pea, per promuo­vere a livello conti­nen­tale le istanze di una sempre maggiore inte­gra­zione poli­tica dei citta­dini euro­pei, per scar­di­nare le logi­che miopi e asfit­ti­che dell’Unione Euro­pea inter­go­ver­na­tiva e affer­mare poli­ti­ca­mente la dimen­sione fede­rale degli Stati Uniti d’Europa,  perché per supe­rare la crisi attuale servono vere poli­ti­che comuni su migra­zione, difesa, poli­tica estera, welfare e inve­sti­menti;
  • creare una classe diri­gente che superi la dimen­sione di Più Europa come “lista di tre asso­cia­zioni” e sia in grado di gover­nare le istanze di un concreto movi­mento di persone.

All’Italia euro­pea serve un partito non “di centro”, ma che si senta “al centro” della società italiana e che sappia svol­gere un ruolo di cata­liz­za­tore di tutte le inizia­tive e le forze che si rico­no­scono nei valori euro­pei­sti e della demo­cra­zia libe­rale, oggi posti sotto attacco dal nazio­nal-popu­li­smo del governo grillo-leghi­sta. Quel partito può e deve essere +Europa, in un momento in cui il Pd sente un peri­co­loso richiamo della fore­sta, con linguag­gio e temi che lo ripor­tano nell’alveo di una social­de­mo­cra­zia vetu­sta, e Forza Italia è all’op­po­si­zione solo per neces­sità, puntando in realtà alla rico­sti­tu­zione di un centro­de­stra che non esiste più.

Direzione


Noi abbiamo il dovere di rivol­gerci ai citta­dini e alle citta­dine con una ricetta di buon senso e prag­ma­ti­smo che parli di poli­ti­che per il lavoro e libertà d’impresa, di prote­zione e welfare, di attra­zione di inve­sti­menti e inno­va­zione tecno­lo­gica, di concor­renza e tutela del consu­ma­tore, di poli­ti­che per le fami­glie e per la mater­nità, di istru­zione, di pari oppor­tu­nità e valo­riz­za­zione del capi­tale umano. L’Ita­lia ha biso­gno di un partito che non faccia promesse elet­to­rali irrea­liz­za­bili, ma che sappia ascol­tare di più quel che i citta­dini hanno da dire alla poli­tica, anche quando espri­mono rabbia, scon­forto e sfidu­cia.

Più Europa non deve puntare a essere piccolo partito di testi­mo­nianza ma deve offrire la propria propo­sta ai molti milioni di italiani che vogliono una nuova opzione di governo. 

Per questo serve corag­gio, fles­si­bi­lità, capa­cità di ascol­tare e inte­grare le istanze della società, di confron­tarsi, di abban­do­nare peti­zioni di prin­ci­pio e di sfor­zarsi di compren­dere le posi­zioni appa­ren­te­mente diffe­renti. Non dobbiamo puntare al consenso per il consenso, come chi ci governa oggi, ma neppure rinchiu­derci in noi stessi, igno­rando le ragioni dell’ul­timo risul­tato elet­to­rale. Dobbiamo saperci guada­gnare la fidu­cia dell’Italia di provin­cia e di peri­fe­ria, l’ita­lia dei piccoli comuni e delle regioni del Sud decli­nando la nostra propo­sta in termini di civi­smo, di ricette per la qualità della vita, di servizi alla persona, di contra­sto della povertà, di affer­ma­zione della lega­lità e rispetto delle regole, di promo­zione e diffu­sione del benes­sere. 

Dinanzi alle nuove forme di luddi­smo che stanno sedu­cendo la nostra società, Più Europa deve schie­rarsi orgo­glio­sa­mente dalla parte della razio­na­lità e della concre­tezza. Dinanzi alla chiu­sura ottusa verso ogni forma di progresso promossa dell’i­deo­lo­gia del NO, Più Europa deve impe­gnarsi a fare in modo che le persone si riap­pro­prino della capa­cità di dire Sì, affron­tando le diffi­cili sfide del futuro con consa­pe­vo­lezza delle diffi­coltà, ma anche con il corag­gio di chi vuole vincerle.

Toccherà a noi difen­dere la ragione, il progresso scien­ti­fico e l’idea che non ci sia nulla di cui vergo­gnarsi nel perse­guire l’obiettivo della crescita econo­mica, nella convin­zione che senza crescita non ci sono diritti e non è possi­bile ridurre le disu­gua­glianze.


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Redazione
Siamo un gruppo di attivisti di +Europa, che intende partecipare al primo congresso del nuovo partito in programma il prossimo gennaio 2019, con tre obiettivi concreti: Superare le divisioni, aprire +E a nuove idee, fare un'Italia riformatrice, liberale e progressista

Il nostro documento programmatico

Cosa ci proponiamo di fare

  • 1

    Aprire +Europa a nuove idee

    Per un nuovo centro politico della società aperta e dell’Italia europea.

  • 2

    Superare le tre associazioni

    Per uno strumento di nuova o rinnovata partecipazione politica per tanti cittadini

  • 3

    Riformatrice, liberale e progressista

    Collaborando con altre forze politiche europee

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