Italia Europea: 3 proposte per l’Italia che verrà

Gen 19, 2019

di Luca Maglione e Leonardo Veneziani

È inutile girarci intorno, l’Italia è un paese in reces­sione. È, inol­tre, un paese che nei pros­simi mesi, a causa di eventi che non sono control­la­bili, si troverà in una situa­zione, se possi­bile, anche peggiore. Con la fine del Quan­ti­ta­tive Easing della BCE, infatti, assi­ste­remo all’aumento dei tassi di inte­resse sui nostri titoli di stato.  

Sorvo­lando in merito alle cause che ci hanno condotti a questo punto, il reale quesito da porsi è: cosa possiamo fare per limi­tare i danni? Il rapporto debito/pil (che al momento in cui scri­viamo è al 131%) è una mera frazione in cui il nume­ra­tore è dato dalla quan­tità di debito di uno stato nazio­nale nei confronti dei soggetti credi­tori nazio­nali ed esteri, mentre il deno­mi­na­tore è dato dal PIL dello stato (ovvero dalla crescita).

Non volendo ridurre il nume­ra­tore (ovvero la spesa pubblica) l’unico altro modo di dimi­nuire il rapporto è aumen­tare il deno­mi­na­tore (far crescere il paese).

Come Italia Euro­pea, abbiamo come secondo punto del nostro mani­fe­sto:

mettere in campo nei pros­simi mesi idee, propo­ste e inizia­tive di libertà e progresso, capaci di conci­liare crescita e sviluppo soste­ni­bile…

La nostra idea si basa su tre semplici propo­ste:

  • Razio­na­liz­za­zione della Spesa Sani­ta­ria
  • Lega­liz­za­zione della Mari­juana a scopo ricrea­tivo
  • Rego­la­men­ta­zione della Prosti­tu­zione

Razio­na­liz­za­zione della Spesa Sani­ta­ria

Secondo il rapporto GIMBE sulla soste­ni­bi­lità del SSN, al 2017, dei 113 miliardi di spesa pubblica desti­nati al SSN quasi 22 sono spre­cati in inef­fi­cienze, non vanno quindi ad inci­dere sull’erogazione delle presta­zioni ai citta­dini. Le cate­go­rie di spre­chi sono così suddi­vise:

  • sovra-utilizzo di servizi e presta­zioni sani­ta­rie inef­fi­caci o inap­pro­priate (€ 6,48 mld)
  • frodi e abusi (€ 4,75 mld)
  • acqui­sti a costi ecces­sivi (€ 2,16 mld)
  • sotto-utilizzo di servizi e presta­zioni effi­caci e appro­priate (€ 3,24 mld)
  • comples­sità ammi­ni­stra­tive (€ 2,37 mld)
  • inade­guato coor­di­na­mento dell’assistenza (€ 2,59 mld)

Consi­de­rando che tutte le stime sosten­gono un raddop­pio della spesa sani­ta­ria entro il 2025 (stima: 220 miliardi), risulta asso­lu­ta­mente neces­sa­rio:

  • un piano contro gli spre­chi per recu­pe­rare almeno 1 dei 2 euro spre­cati ogni 10 spesi, puntando soprat­tutto al miglio­ra­mento dell’efficienza nelle regioni meno virtuose
  • ridi­se­gnare il peri­me­tro dei LEA (livelli essen­ziali di assi­stenza) poiché in assenza di un metodo defi­nito si concre­tiz­zano situa­zioni para­dos­sali, nelle quali il denaro pubblico rimborsa presta­zioni futili o addi­rit­tura dal rapporto rischio-bene­fi­cio sfavo­re­vole, mentre presta­zioni indi­spen­sa­bili non sono garan­tite.

Lega­liz­za­zione della Mari­juana a scopo ricrea­tivo.

Abbiamo evidenze di come la propo­sta portata in parla­mento dall’Intergruppo Canna­bis Legale (qui) fosse una delle migliori propo­ste possi­bili. La lega­liz­za­zione in Colo­rado ha eviden­ziato dati inco­rag­gianti sia dal punto di vista del consumo, sia dal punto di vista della tassa­zione (qui il rapporto completo 2017).

Nono­stante la lega­liz­za­zione non è stato compro­vato alcun picco di consumo:

  • Nel 2009 il numero degli adole­scenti (14–17 anni) consu­ma­tori si aggi­rava attorno al 25%, dal 2013 al 2015, in conco­mi­tanza con la lega­liz­za­zione, il dato si è rela­ti­va­mente stabi­liz­zato attorno al 21%, poco al di sotto della media statu­ni­tense
  • Succes­si­va­mente alla lega­liz­za­zione, sia nel 2014 che nel 2015, il consumo quoti­diano di mari­juana sia dimi­nuito tra i giovani tra 18 e i 25 anni (dal 13,3% al 13,1%) e tra le persone comprese nella fascia d’età tra i 26 e i 34 (dal 9,9% all’8,4%)
  • È stata regi­stra­zione una dimi­nu­zione nel consumo di alcol e tabacco conse­guen­te­mente all’aumento dell’uso della canna­bis (passati rispet­ti­va­mente dal 22,8% al 21,8% e dal 15,9% al 15,6%)

Dal punto di vista econo­mico, il Colo­rado ha visto aumen­tare consi­de­re­vol­mente le entrate fiscali che, se la licenza di vendita fosse estesa a tutti i distretti, compor­te­rebbe un aumento del gettito fiscale (in Colo­rado, stato che conta 5 milioni di abitanti) di 500 milioni di dollari annui. In Italia, paese di 60 milioni di abitanti, il gettito potrebbe essere quindi di 6 miliardi di dollari (0.5 volte il valore dell’IMU).

Figura 1 – Entrate da impo­ste, licenze e tasse sulla commer­cia­liz­za­zione della mari­juana

Rego­la­men­ta­zione della prosti­tu­zione

Quando si parla di prosti­tu­zione, è impor­tante effet­tuare un distin­guo che si pone alla base di qual­siasi disqui­si­zione in mate­ria. Certa­mente esiste, da un lato, lo sfrut­ta­mento. Un eser­cito infi­nito di donne costrette, dal terrore e dai ricatti, alla strada. È evidente quanto questo feno­meno debba essere osteg­giato e combat­tuto. Ma esiste anche il lato della meda­glia che riguarda la libera scelta ed il libero arbi­trio. Esistono nume­rosi esempi di come la prosti­tu­zione sia rego­la­men­tata in maniera effi­ciente e consenta entrate allo Stato garan­tendo un elevato livello di controlli sani­tari. In Germa­nia, ad esem­pio, una tassa forfet­ta­ria di 30€ viene pagata per ogni opera­trice in cambio di assi­cu­ra­zione e cassa malat­tie.

In Italia, secondo una stima dell’ISTAT, la prosti­tu­zione nel 2011 ha fattu­rato circa 3,5mld€, con un totale di circa 9mln di clienti. Una rego­la­men­ta­zione equa riscon­tre­rebbe anche il consenso delle stesse prosti­tute, che vorreb­bero essere rico­no­sciute come lavo­ra­trici auto­nome. Lega­liz­zare signi­fi­che­rebbe iscri­zione all’INPS e il poter pagare tasse su quello che guada­gna e, un giorno, avere anche una pensione. Il Comi­tato per i Diritti Civili delle Prosti­tute chiede da tempo che i lavo­ra­tori del sesso possano aprire partite IVA che rico­no­scano la legit­ti­mità dell’attività, di poter matu­rare una pensione e di abolire alcune parti della legge Merlin.

Senza una rego­la­men­ta­zione effi­ciente, che unisca la neces­sità di dignità e salute delle opera­trici e degli operanti ad un’efficiente tassa­zione, non solo lo Stato perde­rebbe entrate consi­de­re­voli, ma il mercato nero conti­nue­rebbe a essere afflitto da crimini violenti, traf­fico di esseri umani e preca­rietà sani­ta­ria.

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Redazione
Siamo un gruppo di attivisti di +Europa, che intende partecipare al primo congresso del nuovo partito in programma il prossimo gennaio 2019, con tre obiettivi concreti: Superare le divisioni, aprire +E a nuove idee, fare un'Italia riformatrice, liberale e progressista

Il nostro documento programmatico

Cosa ci proponiamo di fare

  • 1

    Aprire +Europa a nuove idee

    Per un nuovo centro politico della società aperta e dell’Italia europea.

  • 2

    Superare le tre associazioni

    Per uno strumento di nuova o rinnovata partecipazione politica per tanti cittadini

  • 3

    Riformatrice, liberale e progressista

    Collaborando con altre forze politiche europee

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