Idee non consultate: quel che avremmo detto a Mattarella

02.02.2021

di Matteo Di Paolo

Caro Presidente Mattarella, se fossimo saliti al Colle le avremmo sottoposto la nostra ferma contrarietà a governi guidati da sovranisti e populisti e soprattutto le avremmo chiesto di promuovere un governo politico che chiami tutti alla vera responsabilità, un governo autorevole e davvero adeguato alla fase storica drammatica che viviamo. Un governo a cui chiederemmo, più di tutto, i 5 punti che seguono.


1️⃣ Next Generation EU: trasparenza, dati, impatti e un Ministro a coordinare i lavori del NextGen

E' una grande occasione e non dobbiamo fallirla: pretendiamo che ci sia un ministro unico a sovraintendere il piano e a farne costante rapporto al Parlamento. E chiediamo massima trasparenza: sui progetti, sui dati e anche sugli impatti. Vogliamo che economisti qualificati delineino di ogni misura l'impatto di lungo termine sul PIL, sul lavoro, sull'equità sociale e, non in ultimo, sull'equità intergenerazionale: l'1% per le nuove generazioni non basta!


2️⃣ La grande riforma fiscale attesa da questo paese: non rimandiamo più

Chiediamo che si proceda spediti su una riforma fiscale attesa da 50 anni. Le linee guida siano semplificazione, con la riduzione del numero delle aliquote IRPEF, il disboscamento di deduzioni e detrazioni che rendono incomprensibile ai cittadini le loro dichiarazioni, la riduzione dell'oppressione sul lavoro delle classi medie, la revisione complessiva dei sussidi al reddito (come il reddito di cittadinanza) per renderli equi, automatici, privi di disincentivi al lavoro.


3️⃣ Aggiustare la Giustizia

Mettere mano alla giustizia richiede coraggio. Partiamo da quello che si può fare subito: l'abolizione delle norme sulla prescrizione volute da Bonafede, la legalizzazione delle droghe leggere (in grado di ridurre il business delle mafie, i tempi biblici dei processi nei nostri tribunali penali, l'affollamento criminale nelle carceri), la separazione delle carriere, la revisione del processo civile con tempi certi.


4️⃣ Meno burocrazia, più rinnovabili 

L'Italia si è data un piano per la transizione ecologica al 2030 serio, ma l'ha praticamente già reso impossibile. Perché? Per i veti di una selva di amministrazioni e cittadini in preda alla sindrome NIMBY, che bloccano i nuovi impianti rinnovabili. 3 cose da fare subito: tempi per gli iter certi (quota 90, max 90 gg per un impianto fotovoltaico o eolico), inversione dell'onere a carico delle amministrazioni (non più autorizzazioni ma opposizione in caso di difformità) e test di fattibilità per le norme regionali (nessuna norma regionale può rendere impossibile il raggiungimento dei target).



5️⃣ L'Italia potenza regionale: Mediterraneo Mare Nostrum


L'Italia ha un potenziale riconosciuto per diventare potenza regionale geopolitica, della logistica, del commercio e dell'energia (dal gas all'idrogeno alle rinnovabili) grazie alla sua proiezione verso l'Africa e il bacino orientale del Mediterraneo. Si lavori ad un piano integrato di infrastrutture al servizio di una politica estera regionale che diventi avamposto di sviluppo per tutto il paese ed in particolare per il Sud.