Europei per davvero, non europeisti per il seggio

29.01.2021

di Piercamillo Falasca

Sono dunque nati gli "europeisti per Conte", o se volete gli europeisti per tornaconto. L'abuso del termine non deve però spaventarci. Noi eravamo europei ed europeisti pure prima della pandemia, lo siamo stati quando andava rivendicata una concreta solidarietà europea (quella che ha poi portato tra le altre cose al Next Generation EU), senza lanciare anatemi contro Bruxelles e Berlino e cantare l'inno cinese.

Non siamo europeisti perché ora ci sono 209 miliardi e dunque "piatto ricco, mi ci ficco". Siamo federalisti europei perché riteniamo che quello sia il destino migliore per l'Italia. Per questa ragione, non lasciamo ad altri l'etichetta finta di europeisti, noi rivendichiamo più di prima il nostro essere "europei".

"Italia Europea" è stata una mozione al congresso di Più Europa nel 2019, oggi è qualcosa di più: è una rete di idee e persone di culturale liberale, liberal-democratica, riformatrice e progressista, di ogni età ed estrazione sociale, che intendono animare e rilegittimare la politica a ogni livello.

Lo faremo con incontri, confronti, iniziative politiche e proposte concrete. Soprattutto - ed è questo il mio personale impegno - lo faremo dando valore e riconoscibilità a nuovi protagonisti della vita pubblica e politica. I partiti non sono etichette al servizio di qualcuno, ma strumenti per raggiungere obiettivi, migliorare (almeno un po') il mondo e ricercare una maledetta felicità.