Non gli Stati, ma i cittadini costruiscono l’Europa unita. A questo serve +Europa

Nov 21, 2018

di Glauco Campo­rini

Premet­tiamo che fin dai tempi degli anti­chi greci l’Europa è stata un coacervo di popo­la­zioni con origini lingua reli­gioni e stili di vita diversi, acco­mu­nati da indole espan­sio­ni­stica dall’Impero romano in avanti, che ha compor­tato quindi uno stato di guerre conti­nue per l’egemonia, e conti­nui muta­menti geopo­li­tici, con apice nel 1200–1500 e con la seconda guerra mondiale.
Questo per capire che anche attual­mente l’Europa è un insieme di stati con rapporti di reci­proca coope­ra­zione, con una idea comune euro­pei­sta nata solo nel Nove­cento e in parti­co­lare dopo la seconda guerra mondiale, ma senza una forte volontà di colla­bo­ra­zione (avendo tutti una propria forte iden­tità).
L’Europa Unita nasce de facto col trat­tato di Maastri­cht del 1993, poi Schen­gen nel 1995 abbatte le fron­tiere e nel 2001 la moneta unica, contra­stata dal forte nazio­na­li­smo dei singoli stati membri col grosso osta­colo della barriera lingui­stica; succes­si­va­mente l’EU si è espansa incor­po­rando altre nazioni, ma è sempre rima­sta una unione coope­ra­tiva di stati che neces­si­tano di una nuova spinta per perse­guire in pieno l’obiettivo dell’Unità.
I have a dream, ho sognato dopo Maastri­cht una nazione comune, forte, leader nel mondo, un tetto comune su tutti gli stati membri con un’eredità di demo­cra­zia e legge vecchia almeno 3200 anni, comin­ciata nell’antica Grecia; però mi domando ancora come sia possi­bile mettere sotto lo stesso tetto nazioni con radici diverse e con lingue diverse, con un’indole egemo­nica se non con un ideale comune: una Fede­ra­zione Euro­pea Leggera dove si preser­vino le singole iden­tità degli stati membri con una gover­nance  comple­ta­mente euro­pea.
Per otte­nere questo biso­gna inevi­ta­bil­mente passare attra­verso un processo di sensi­bi­liz­za­zione globale dei singoli citta­dini nei singoli stati, e qui entrano in gioco le realtà rifor­mi­ste progres­si­ste ed euro­pei­ste, tra cui +Europa è quella italiana.
Perché parlare di Europa? perché se la divi­sione del potere permette di coman­dare (divide et impera) allo stesso modo l’unione fa la forza: essere in Europa vuol dire essere più uniti e forti, non divisi, dobbiamo impa­rare da chi ha già una forte unione fede­rale, gli USA, dobbiamo impa­rare a dire “io sono euro­peo”.
Siamo al giro di boa, +Europa ha lasciato le vesti di lista nomi­nale per assur­gere a partito, avrà il suo congresso nel 2019 e dovrà darsi un indi­rizzo poli­tico e prag­ma­tico attua­bile, per ricu­cire lo scol­la­mento creato fin’ora della poli­tica dalle persone, ridare fidu­cia sicu­rezza e obiet­tivi reali­stici.
Tutto questo correndo da sola senza appa­ren­ta­menti con liste e movi­menti vari, che ne dilui­reb­bero la forza, senza correre dietro a temi svilup­pati malde­stra­mente o gestiti male da altre realtà.
+Europa deve porsi come faro che attiri attorno a se tutti coloro che hanno una visione euro­pea aperta libe­ral-demo­cra­tica e progres­si­sta, dovrà essere credi­bile per rappre­sen­tare milioni di elet­tori in Europa lavo­rando a stretto contatto con gli eletti in Italia per riuscire ad avere alla pros­sima tornata elet­to­rale quel minimo peso per ripor­tare il paese sulla giusta rotta.
Quindi avrà diversi e diffi­cili compiti da affron­tare in Italia per l’Italia, in Italia per l’Europa, in Europa: con progetti a breve-medio termine per sensi­bi­liz­zare gli italiani propo­nen­dosi come polo libe­rale e progres­si­sta con un programma fatto di propo­ste attua­bili per far crescere il paese, reclu­tando persone e la fidu­cia delle persone, con inizia­tive popo­lari che siano a contatto del citta­dino fin nelle piccole cose; spie­gare e dimo­strare che il nazio­na­li­smo e il popu­li­smo isolano il paese e non lo fanno crescere, che il futuro dipende da opere d’avanguardia, colle­ga­menti, inter­con­nes­sioni, studio e ricerca, ambiente, con di diritti inalie­na­bili che l’Europa suppor­terà in quanto idee comuni.
Spie­gando che l’Europa e l’euro non sono nemici, anzi sono stati e restano un aiuto mone­ta­rio costante in tutti questi anni, che biso­gna essere presenti in Europa per portare a tutti i nostri progetti e rice­vere gli aiuti econo­mici, per discu­tere a pieno diritto e far valere le nostre neces­sità, per crescere e far crescere una futura fede­ra­zione euro­pea; ma per far questo neces­si­tiamo un paese finan­zia­ria­mente solido che dia credi­bi­lità di stabi­lità e che non remi contro l’Europa Unita.
In Europa a medio-lungo termine portando avanti l’idea di fede­ra­zione leggera, soste­nendo la crea­zione di un eser­cito euro­peo a guida euro­pea, per una difesa comune che vada oltre i trat­tati di coope­ra­zione PESCO, oltre il concetto di mobi­lità mili­tare, con un controllo diretto euro­peo e non dei singoli stati, e che si crei una nuova alleanza con la NATO dove non saranno più gli USA i prin­ci­pali timo­nieri perché al posto di 26 paesi ce ne saranno solo 7, e EU sarà prepon­de­rante.
Nel futuro di una fede­ra­zione euro­pea leggera si dovrà neces­sa­ria­mente lasciare i singoli nazio­na­li­smi per avere una rappre­sen­ta­zione poli­tica paneu­ro­pea di partiti presenti in tutti gli stati, una poli­tica tran­seu­ro­pea comune con elezioni euro­pee a tutto tondo per il governo euro­peo, ed elezioni nazio­nali di candi­dati rappre­sen­ta­tivi del proprio paese per il parla­mento euro­peo, diciamo stile ameri­cano, e questo è il futuro da scri­vere.

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Redazione
Siamo un gruppo di attivisti di +Europa, che intende partecipare al primo congresso del nuovo partito in programma il prossimo gennaio 2019, con tre obiettivi concreti: Superare le divisioni, aprire +E a nuove idee, fare un'Italia riformatrice, liberale e progressista

Il nostro documento programmatico

Cosa ci proponiamo di fare

  • 1

    Aprire +Europa a nuove idee

    Per un nuovo centro politico della società aperta e dell’Italia europea.

  • 2

    Superare le tre associazioni

    Per uno strumento di nuova o rinnovata partecipazione politica per tanti cittadini

  • 3

    Riformatrice, liberale e progressista

    Collaborando con altre forze politiche europee

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