L’Europa inizia in Italia. Più Europa sia forza di governo per la crescita e il lavoro

Dic 11, 2018

di Piercamillo Falasca

La gior­nata di lunedì 10 dicem­bre 2018 ha segnato due piccole signi­fi­ca­tive novità per Più Europa: per la prima volta, il partito ha supe­rato la soglia psico­lo­gica del 3% nel sondag­gio SWG per La 7;

Marco Cappato è il primo iscritto a lanciare la sua candi­da­tura a segre­ta­rio di Più Europa, dopo che due inizia­tive collet­tive (Contare di Più e la nostra Per una Italia Euro­pea) sono nate con la fina­lità di promuo­vere liste di candi­dati per l’assemblea e la dire­zione del partito.

Altre candi­da­ture eviden­te­mente segui­ranno, sia per la segre­te­ria che per l’assemblea e la dire­zione. Il congresso si avvia a essere un momento di confronto vero, tra opzioni poli­ti­che alter­na­tive.

Questo è un bene ed è il risul­tato straor­di­na­rio del fati­coso ma lungi­mi­rante lavoro svolto — dopo il 4 marzo — da chi ha tenuta accesa la fiam­mella di un movi­mento poli­tico che aveva rischiato di non supe­rare la notte delle elezioni.

In primis, il coor­di­na­tore Bene­detto Della Vedova, il presi­dente Gian­franco Spadac­cia e la nostra Emma Bonino, insieme a tutti noi che non abbiamo mai smesso di credere che il 4 marzo fosse un inizio, non certo una fine.

Ieri, nell’annunciare la sua candi­da­tura alla segre­te­ria, Marco Cappato ha deli­neato un profilo che lui imma­gina per Più Europa, certa­mente coerente con l’ispirazione radi­cale: un movi­mento che metta in campo inizia­tive, pronto a colla­bo­rare con quanti condi­vi­dono quelle batta­glie e quegli obiet­tivi.

Obiet­tivi alti, dalla crea­zione degli Stati Uniti d’Europa e d’America al contra­sto del cambia­mento clima­tico, alla ridu­zione delle emis­sioni inqui­nanti, al tenta­tivo di disin­ne­scare la bomba demo­gra­fica mondiale, passando per una maggiore demo­cra­tiz­za­zione dell’Unione Euro­pea.
Gli obiet­tivi posti da Cappato possono e debbono concor­rere alla defi­ni­zione della visione e degli obiet­tivi di un partito poli­tico come Più Europa, ma non possono esserne esclu­sivi.

È cruciale — a mio parere — che essi siano raffor­zati e prece­duti da una presenza e da un impe­gno di Più Europa nel “bene comune” a noi più pros­simo: il governo futuro dell’Italia e delle sue città, la costru­zione di un’alternativa euro­pei­sta, libe­rale e progres­si­sta a chi oggi tiene sotto scacco il nostro Paese e l’Europa intera.

Senza l’obiettivo di una “Italia Euro­pea”, Più Europa rischie­rebbe di mancare la sfida a cui oggi siamo chia­mati: dare nuova voce — in Italia — a milioni di elet­tori che chie­dono un partito della crescita e del lavoro, un partito per i produt­tori e i lavo­ra­tori, un partito per il libero commer­cio e il Made in Italy, un partito per l’innovazione tecno­lo­gica e scien­ti­fica, un partito per il progresso e la società aperta, un partito per la difesa del rispar­mio, un partito per l’affermazione della persona e la qualità della vita, un partito per una rivo­lu­zione di lega­lità e impren­di­to­ria­lità al Sud, un partito a difesa della compe­ti­ti­vità del Nord, un partito per la soste­ni­bi­lità e l’equità inter­ge­ne­ra­zio­nale.  

La propo­sta che lanciamo con la lista congres­suale “Per una Italia Euro­pea” è trasfor­mare Più Europa da opzione di testi­mo­nianza a opzione di governo per l’Italia, per le sue città e per l’Europa.
In un mondo in cui tutti — anche chi sta al governo — si pongono di fatto l’obiettivo di sfug­gire alle respon­sa­bi­lità di governo, ante­po­nendo la dema­go­gia e la ricerca costante di una piazza all’assunzione di scelte concrete, noi crediamo che la più grande rivo­lu­zione sia candi­darsi a gover­nare. A gover­nare davvero.

Nei pros­simi giorni, dunque, sarà oppor­tuno che quanti hanno già scelto di aderire all’iniziativa “Per una Italia Euro­pea” e quanti ancora vorranno farlo, s’incontrino per elabo­rare un docu­mento di idee e propo­ste concrete da sotto­porre al congresso di Milano. Idee e propo­ste che vorremo diven­tas­sero parte impor­tante del programma di Più Europa.
Inizio propo­nen­done tre.

  • Prima: la possi­bi­lità, per i lavo­ra­tori, di desti­nare una quota della propria contri­bu­zione obbli­ga­to­ria alla previ­denza privata, per salva­guar­dare il proprio futuro meglio di come possa purtroppo fare la previ­denza pubblica; la coper­tura finan­zia­ria di una misura rivo­lu­zio­na­ria come questa — la fine del mono­po­lio INPS sulla previ­denza obbli­ga­to­ria — potrebbe arri­vare dalla lega­liz­za­zione della canna­bis.
  • La seconda: aprire final­mente alle adozioni dei single, affin­ché in Italia sia possi­bile per chi ha i mezzi e le capa­cità donare amore a un bambino e creare una fami­glia, anche laddove non ci sia la fortuna di un amore di coppia.
  • La terza, da detta­gliare: un’autentica rivo­lu­zione fiscale, che liberi il lavoro e l’impresa da una tassa­zione pena­liz­zante e scorag­giante, spostando il prelievo verso il consumo di risorse natu­rali e le emis­sioni inqui­nanti e ridu­cendo la spesa pubblica inutile.

Questa visione per una Italia Euro­pea e per il governo dell’Italia non è una contrap­po­si­zione all’obiettivo di un partito paneu­ro­peo (di cui perso­nal­mente ho scritto per la prima volta su Strade il 14 luglio 2015, una vita prima che nascesse Più Europa), ma è la base neces­sa­ria perché Più Europa possa essere o contri­buire a costruire quel progetto, insieme alle forma­zioni poli­ti­che euro­pee a noi più simili e conso­nanti. La forza delle grandi idee si fonda sulla concre­tezza e sulle gambe ben pian­tate a terra delle persone che le portano con sé.

Chi è più credi­bile, oggi, come promo­tore di un partito paneu­ro­peo? Noi di Più Europa o gli amici di En Marche, quelli di Ciuda­da­nos o gli altri partiti dell’ALDE che gover­nano il loro Paese o ne rappre­sen­tano una quota signi­fi­ca­tiva di elet­tori? Loro, al momento.

Noi dobbiamo saperci meri­tare di essere prota­go­ni­sti della sfida di una poli­tica che scar­dini il controllo degli Stati Nazione sulla nostra vita da euro­pei, conqui­stando anzi­tutto la fidu­cia di quelli che parlano la nostra stessa lingua.

Questa è l’ambizione con cui noi propo­niamo agli iscritti di Più Europa di soste­nere la lista Per una Italia Euro­pea e i suoi candi­dati nell’assemblea e nella dire­zione di Più Europa. 

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Redazione
Siamo un gruppo di attivisti di +Europa, che intende partecipare al primo congresso del nuovo partito in programma il prossimo gennaio 2019, con tre obiettivi concreti: Superare le divisioni, aprire +E a nuove idee, fare un'Italia riformatrice, liberale e progressista

Il nostro documento programmatico

Cosa ci proponiamo di fare

  • 1

    Aprire +Europa a nuove idee

    Per un nuovo centro politico della società aperta e dell’Italia europea.

  • 2

    Superare le tre associazioni

    Per uno strumento di nuova o rinnovata partecipazione politica per tanti cittadini

  • 3

    Riformatrice, liberale e progressista

    Collaborando con altre forze politiche europee

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